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Casino giustiniani massimo al laterano

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Comunque sia affida loro il lavoro dove si alterneranno più artisti per motivi diversi. Il soggetto degli affreschi realizzati dai Nazareni è diverso per ciascun ambiente, ma sempre nell'ambito del revival medievale e del poema cavalleresco che il Romanticismo sta rivalutando. Al pian terreno ci sono anche altre stanze, attualmente non visitabili. Una interamente decorata secondo lo stile pompeiano. La dedicata alla Divina Commedia colpisce per l'estrema precisione dei dettagli, tanto che si possono leggere i singoli versi delle cantiche che hanno ispirato le diverse scene.

Vi lavorano due artisti: Philip Viet, che confrontandosi con l'arte italiana umbra del Quattrocento, in particolare al Perugino, dipinge la volta della sala ispirandosi alle cantiche del Paradiso. E Joseph Anton Koch, che sulle pareti dipinge episodi tratti dall'Inferno e dal Purgatorio con una partecipazione totale e totalizzante. Immergersi nella sua pittura, circondati dalle masse dei tanti personaggi ritratti, si comprende quanto Koch avesse amato il poema di Dante. D'altra parte le cronache riportano che ne sapesse a memoria interi canti.

La sua partecipazione assoluta al poema è talmente evidente da far percepire ancora di più la distanza dalla volta della sala, dipinta non solo con colori più freddi, ma anche in una maniera più didascalica dal suo collega Viet. La seconda sala dedicata all'Ariosto è dipinta da un unico artista, caso unico per il Casino Nobile di Villa Giustiniani Massimo. Si tratta di Julius Schnorr von Carolsfeld, che affronta il tema assegnatogli dopo un lungo studio nel corso del quale aveva realizzato numerosi di bozzetti e cartoni preparatori. Anche qui è possibile leggere, tra le masse di colore che definiscono le singole scene, gli episodi salienti dell'Orlando Furioso.

Tra i temi del poema di Ariosto, vengono illustrati i due principali momenti encomiastici in cui a Bradamante e Ruggiero viene predetto non solo che si sposeranno ma anche che daranno origine alla più grande e splendente dinastia mai apparsa sulla Terra: Di seguito, si possono ammirare la battaglia tra i Cristiani e i Saraceni, i sei a Lipadusa, la presa di Biserta e l'assedio di Parigi. Con chiari riferimenti all'Incendio di Borgo di Raffaello e ad alcuni personaggi della Cappella Sistina di Michelangelo.

La "lettura" per immagini del grande poema cavalleresco prosegue con la pazzia di Orlando dopo la scoperta dell'amore di Angelica e Medoro, il ritrovamento del suo senno da parte di Astolfo e infine Carlo Magno che sancisce l'amore tra Bradimante e Ruggiero. Si prosegue con la Gerusalemme Liberata di Tasso, il più tormentato dei tre geni poetici che ispirano le sale. L'artista che mette mano agli affreschi è Friederick Overbeck, protestante convertitosi al cattolicesimo? Costui si misura con un tema particolarmente vicino alla sua esperienza esistenziale. Sul soffitto della sala troneggia proprio la Gerusalemme Liberata. Questi pittori di origine germanica e trapiantati a Roma, s'impegnarono a restituire alla equilibrata arte neoclassica una tensione spirituale, volta a recuperare l'arte italiana del quattrocento; con gli affreschi di Villa Giustiniani i Nazareni acquistarono una immensa fama anche tra i neoclassici più convinti, come Canova e Thorvaldsen.

Overbeck traferisce sulle pareti l'intero poema e le vicende legate al destino di una Gerusalemme prima occupata dagli Infedeli e poi, finalmente, liberata. Dove, a far da cornice, si consumano le sofferenze d'amore di Tancredi e Clorinda, Armida e Rinaldo, Olindo e Sofronia. Dove, alla fine, il monito è che la salvezza viene solo dalla fede in Cristo.

Si consiglia di telefonare prima di effettuare la visita tel 06 L'edificio fu realizzato nei primi del ' all'interno di Villa Giustiniani poi Massimo Lancellotti , ormai scomparsa in seguito alla edificazione dello stesso parco. Il casino è un tipico esempio del gusto tardo manierista. Rappresenta la più importante testimonianza dell'attività artistica a Roma, nell', dei Nazareni, i pittori germanici che si ispiravano alla pittura italiana del primo Rinascimento.

L'edificio presenta i prospetti arricchiti da sculture antiche e decorazioni in stucco raffiguranti le aquile dei Giustiniani e le colombe dei Pamphilj. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Villa Giustiniani Massimo. May 24, Altri progetti Wikimedia Commons. Portale Architettura.

Storia e arte, Il Casino Giustiniani Massimo al Laterano - Mare d'inchiostroMare d'inchiostro

Villa Giustiniani al Laterano, oggi ridotta ai minimi termini tra Via Tasso, Via Berni .. è intitolato appunto «Il Casino Giustiniani Massimo al Laterano» ed è stato. La Villa Giustiniani al laterano, detta anche Villa Massimo dal nome dei successivi . Villa Massimo Giustiniani detta anche Casino Massimo, si presenta come. L'edificio fu realizzato nei primi del ' all'interno di Villa Giustiniani (poi Massimo Lancellotti), ormai scomparsa in seguito alla edificazione. Villa Giustiniani Massimo risale ai primi del Seicento, quando fu costruita sul terreno tra le attuali via Merulana, viale Manzoni, via Tasso e piazza S. Giovanni in Laterano. Andrea Giustiniani, volle impreziosire le linee architettoniche del Casino della Nel la villa passò ai Lancellotti, i quali, in seguito al progetto di. La villa Giustiniani al Laterano, detta anche "villa Massimo", dal nome dei successivi proprietari, era una villa seicentesca che si estendeva tra. Il volume illustra per la prima volta al grande pubblico gli importanti cicli pittorici realizzati dai pittori Nazareni nel Casino Giustiniani Massimo a Roma, attraverso . Roma e il Casino Massimo Lancellotti al Laterano: uno tra i luoghi più per volere di Vincenzo Giustiniani, su progetto di Carlo Lambardi.

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